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Le stanghe dei Ceri vengono collocate a lato della scalea del Palazzo dei Consoli, in attesa dell'arrivo dei ceraioli.
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Ore 10.45 la gente attende in Piazza Grande l'Alzata dei Ceri.
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I tamburini aprono il lungo corteo che, dopo aver sfilato per le vie del centro storico, fanno ingresso in Piazza Grande.
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Mario Cerbella (I Capitano) e Alfredo Grelli (II Capitano) in sella ai propri cavalli sono una sorta di messaggeri dell'imminente Alzata dei Ceri.
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I ceraioli posizionano le stanghe per il fatidico momento.
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A ridosso di Palazzo Pretorio sono state collocate due tribune per consentire alle autorità e agli ospiti di osservare meglio le fasi dell'Alzata.
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Un momento di euforia prima dell'apertura del portone del Palazzo dei Consoli
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Il Vescovo raggiunge la scalea del Palazzo dei Consoli per benedire la piazza.
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Il Cero di S.Ubaldo è il primo ad uscire dal Palazzo dei Consoli.
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I ceraioli incastrano (incavijano) l'estremità inferiore del Cero che termina a perno, nell'apposito foro della "barella"; questo perno viene trattenuto da una zeppa trasversale di ferro detta "cavija"
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Il cero di S.Giorgio è il secondo ad uscire dal Palazzo dei Consoli.
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Si ripete il medesimo rituale.
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Il cero di S.Antonio, è l'ultimo ad uscire dal Palazzo dei Consoli.
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Tutti e tre i Ceri sono ormai pronti per l'ultima fase di "assemblamento" delle strutture lignee.
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La statuina raffigurante il patrono S.Ubaldo viene fissata in cima ai due prismi ottagonali.
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Mentre il Capodieci di S.Ubaldo controlla che tutto sia in ordine, i Capodieci di S.Giorgio e S.Antonio baciano, in segno di omaggio, le rispettive statuine dei Santi.
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L'ultima fase consiste nel versare l'acqua contenuta nelle brocche sulla parte di legno incastrata con la "barella", per consentire alla parte interessata di aumentare di volume ed assicurare così una perfetta tenuta del Cero alle sollecitazioni della Corsa.
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Ore 11.30: Alzata dei Ceri in Piazza Grande tra una folla immensa che ha gremito la piazza pensile (una tra le più grandi d'Italia). I Ceri vengono dunque issati, da ora in poi assumeranno la posizione verticale.
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I Ceri compiono di corsa tre giri intorno al pennone che sventola al centro della piazza. |
È un tripudio di gioia, i ceraioli sono incitati dai compagni e dalla folla plaudente.
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Al secondo giro i Ceri sono molto vicini poiché le numerose persone che si trova intorno intralciano l'andatura veloce dei ceraioli. |
L'esplosione dell'euforia è accompagnata visivamente da una spettacolare mescolanza di colori: fiumi di giallo, azzurro, nero e rosso; rispettivamente i colori delle camicie dei ceraioli di S.Ubaldo, S.Giorgio, S.Antonio e dei fazzolettoni.
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Al termine dei tre giri intorno al pennone i Ceri di S.Ubaldo e di S.Giorgio imboccano via XX Settembre, mentre S.Antonio ne compie ancora uno.
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Il Cero di S.Antonio, dopo aver seguito la direzione degli altri due Ceri, ritorna in Piazza Grande. Inizia così per tutti e tre la "mostra" per le vie della città.
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Ogni Cero si reca a rendere omaggio presso le abitazioni di quei ceraioli che hanno "fatto" la storia dei Ceri, considerati anche a distanza di anni grandi personaggi. |
Intanto all'interno del Palazzo dei Consoli, nella sala dell'Arengo, della quale recentemente sono state ripulite le pareti in pietra, si allestiscono le bancate per il pranzo, chiamato in gergo ceraiolo "la tavola bona".
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Intanto per le vie del paese è festa grande. L'ospitalità degli eugubini è testimoniata anche dal semplice gesto di offrire ai passanti un bicchiere di vino. |

Ore 12.45: i ceraioli di S.Antonio proseguono, ora di corsa, ora lentamente, il giro per la città. Il Cero è di fronte alla restaurata Chiesa di S.Domenico, nello storico quartiere di S.Martino. |
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C'è tempo per le foto ricordo. |
Ore 18.00: la statua lignea di S.Ubaldo percorre in senso inverso il tragitto che di lì a poco compiranno i Ceri. La processione termina in via Savelli della Porta, dove sono collocati i Ceri. Il Vescovo dà la benedizione, è il segnale per dare il via alla frenetica corsa pomeridiana.
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Uno dei momenti più spettacolari della Corsa è la discesa "callata" dei Neri. |

Prima sosta dei Ceri in via Cairoli per permettere alla gente di potersi dirigere sul nuovo tragitto |
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Soprattutto nel centro storico le statuine raffiguranti il Patrono vengono collocate sulle finestre delle abitazioni in segno di devozione per il Santo. |

ore 19.00: i ceraioli di S.Giorgio si preparano per compiere l'ultima fatica della Corsa pomeridiana: l'ascesa al Monte Ingino, dove sorge la Basilica dedicata a Sant'Ubaldo, al suo interno sono custodite le spoglie incorrotte del Santo Patrono. |
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Il gesto del cambio "muta" tra i ceraioli per il trasporto dei Ceri racchiude il senso della Corsa. Sui loro volti segnati dalla fatica per lo sforzo compiuto si legge comunque l'emozione della Festa. |

È arrivato il turno della "muta" dei Santantoniari. |
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I Ceri vengono trasportati di corsa lungo i tornanti del Monte Ingino, raggiungeranno la cima in circa nove minuti. Al termine della Corsa verranno smontati, le tre strutture lignee saranno poi deposte sui ceppi all'interno della Basilica dove vi rimarranno sino alla prima domenica di maggio del prossimo anno. Le statuine dei Santi verranno portate in processione e deposte nella Chiesa di San Francesco della Pace. |

Veduta panoramica di Gubbio da uno dei tornanti del Monte Ingino. La città che si era "svegliata" dalle prime luci dell'alba tornerà a riposare soltano a tarda notte, dopo una lunga serie di festeggiamenti nelle piazze della città. Terminerà così la lunga giornata di vigilia della Festa in onore di S.Ubaldo, in programma il 16 maggio di ogni anno. |
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